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Generazionale

Beatrice Buscaroli Fabbri

catalogo mostra 2001

Leonardo Pivi sconcerta. È il più forte impatto visivo del suo lavoro a creare questa prima impressione, seppur attenuatasi negli ultimi anni. Sono opere spiazzanti. spesso violente, che sottendono aspetti ritualmente minacciosi, con citazioni arcaiche relative ad iconografie sacrificali. Pivi si rifà a metodologie antiche di lavoro, ottino mosaicista, sensibilissimo scultore (la qualità scultorea di Frutto della ragione presente in mostra è stupefacente), sia nel minimale rapporto con le testine (scolpite da sassi di fiume) che delineano il quadrante di un immaginario orologio senza lancette. Si impadronisce di linguaggi espressivi del passato, utilizza il potere evocativo e inquietante del mondo primitivo, si lascia prendere da veri eccessi d’ira artistica che accendono opere di una durezza visiva o concettuale al limite della sopportazione: e il primordiale che affiora, la sensibilità che attraversa percorsi inconsueti, inciampando e reagendo con un’energia furiosa.