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Una nuova luce nel terzo millennio

Alessandro Vergallo

Ulisse Magazine – Alitalia N°355 giugno 2014

Ancora adolescente, il destino lo vuole artista a tutti i costi. A scuola, nella sua Romagna, alcuni maestri gli dicono che i suoi disegni sono concepiti per diventare sculture. L’accademia belle arti di Bologna e un lungo soggiorno a Ravenna gli fanno scoprire l’arte del mosaico.Visita il sito di Piazza Armerina (En): gli affreschi, le lapidi e le sculture in marmo lo folgorano. Qui, assorbe la bellezza, la perfezione la morbidezza e la sinuosità delle forme del gusto classico e neoclassico. L’artista romagnolo lavora tutti i materiali ma predilige quelli “ex viventi” come coralli conchiglie, ossa e pietre fossili. “Non cerco la bellezza e la purezza dei materiali per le mie opere”, afferma Leonardo, “li scelgo e li uso solo per la loro natura e per l’efficacia che hanno nella loro applicazione. Alcune volte i materiali nobili non servono>, continua l’artista, “perché non danno all’opera la luminosità giusta e gli effetti particolari che io voglio ottenere. Per questo motivo spesso utilizzo materiali Impuri, quasi insignificanti, che, a volte, possiedono una certa volgarità”. Nel 2007 la morte di Pier GiorgioWelby, impegnato per il riconoscimento legale del diritto all’eutanasia scuote Leonardo, tanto da dedicargli un ritratto, rispolverando l’arte del mosaico. Nello stesso anno realizza altri ritratti dedicati ad altri “eroi del dolore”come Christopher Reeve, attore americano, costretto alla paralisi dopo una brutale caduta da cavallo. Dinamismo, torsione e movimento dei corpi evocano la bellezza assoluta e divinizzante dell’antica Grecia. Nelle sue opere non mancano i riferimenti contemporanei, come bambole gonfiabili e Crash Test Dummies. “Anima Mundi”, scultura imponente in marmo di Carrara.“la Musa della rosa”, bozza di una statua in marmo di Carrara in fase di realizzazione e “Platonic love”, un colosso in gesso che da il titoloalla mostra, allestita presso lo spazio Gluck50 di Milano visitabile fino al 29 luglio prossimo, sono le ultime opere di Leonardo Pivi il quale, grazie ai suoi studi sulla luce, intende modernizzare il concetto classico e neoclassico di bellezza del corpo umano nel terzo millennio.