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Anima mangia Anima

Claudia Colasanti Canovi

Catalogo 1992 — “Cattiverie”

Senza indecisione, serrati e complici, colpiscono al cuore gli scarti ormai svelati del rimpianto, del castigo e del rimorso. Un’inventario del dolore represso e non manifestato, nascosto dietro un ghigno trattenuto ed in attesa di riscatto. Ogni oggetto di leonardo, sia solo che in gruppo, è una breve messinscena <morale>, appesantita dai segni di una coscienza ferita e da una memoria fitta di tragedie del passato. I gruppi di figura rimandano a sarcastici teatrini di maschere deformi e caricaturali, i più solitari invece appaiono come incarnazioni totemiche di anime in agonia. “Anima mangia Anima” è una testa di creta dalla forma ovale che contiene un altro volto nella cavità della bocca; i suoi tratti sintetizzati e l’aspetto ieratico sembrano provenire da lontano, da un mondo tribale e magico che leonardo assume ormai da tempo come rigoroso travestimento di un inconscio tormentato. Il tema universale della “lotta del bene contro il male” è presente in ogni lavoro, dalle infinitesimali testine di sasso all’imponente “ultima cena” di creta. A terra dodici teste più una con un imbuto in bocca, con i volti dall’impressione stupita, cattiva, dolorante, e sdegnata, testimoni di una leggenda metaforica e fuori dal tempo. Maschere di Santi o mascalzoni, deformi, capaci solo apparentemente di celare la natura della loro anima e favorevoli solo ad assumere espressioni di altri stati d’animo. Questo passaggio di leonardo da dentro e fuori alimenta una stratificazione di segni tribali e primitivi su iconografie e archetipi successivi e più <colti>. L’imbuto dell’”Ultima cena”, (che convoglia la luce sulla testa, nella gola, nella bocca dell’ipotetico cristo) è oggetto intermediario e non ha bisogno di manipolazioni, mentre le teste nascono da compressioni e torture che leonardo infligge alla Materia. Quando la creta diventa vittima di uno sguardo diffidente, cinico e crudele, l’immagine si trasforma da ritratto –maschera in identificazione di un’idea del mondo. Figure che suggeriscono cattiveria e stupore, maschere dell’anima che in questo caso, invece di coprire volto e corpo, lo svelano e lo denudano, esprimendo definitivamente i più profondi e tormentati sentimenti.