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Erranze ed eresie

Roberto Daolio

catalogo Contemporary Ceramic Art 2005

La molteplicità dei punti di vista e delle angolazioni che caratterizza il rapporto degli artisti contemporanei con la pressoché infinita gamma dei materiali e degli strumenti necessari a dare consistenza all’opera, non può non avvantaggiarsi della ceramica e delle sue potenzialità contenute sia nella tradizione che nell’innovazione tecnica e tecnologica più avanzata. L’andamento ondivago e per flussi che all’interno del secolo scorso ha visto alternarsi indiscussi maestri del Futurismo come Balla e autentici “demoni” della scultura come Martini e, a seguire, Fontana, Melotti, Leoncillo e per altri recenti Cambellotti, Tullio d’Albisola e Giò Ponti, ad assecondare e a infrangere i codici e i saperi da una parte e dall’altra della materia prima e primaria, prosegue ad instaurare una differente attitudine. A volte sospesa e frammentata nel recupero arcaico e visionario di una pratica energetica ricca di rigurgiti testimoniali nei confronti della natura; altre, tesa a riconquistare i valori pulsanti di una qualità decorativa tale da permeare l’ambiente vissuto e lo spazio intero. Evitando di separare progettualità e funzioni e allargandosi a comprendere architettura e design, allestimento urbano e arte pubblica. Non per niente diventa emblematico il portale d’accesso all’intera esposizione (Fap Gate) interamente realizzato in ceramica dallo studio ZPZ Partners (Mattia Parmiggiani, Michele Zini e Claudia Zoboli) per evidenziare non solo in modo simbolico, il senso di un transito da attraversare sinestesicamente investiti da luci, musica e profumi. Una vera e propria introduzione per definire le suggestioni praticate con gli accenti più variegati nel coniugare senza soluzione di continuità la persistenza di una condizione plastica che si modella di volta in volta tra “erranze” ed “eresie” di materia e di pensiero. Maurizio Arcangeli dissemina lettere e frammenti di parole per costruire e relazionare ambienti e spazi, pieni e vuoti, in un’alternanza di ricomposizione tra significante e significato. Dove la consistenza oggettuale assume la pratica di una manualità esibita sotto forma di riflessione in equilibrio tra funzionalità e gioco enigmistico.… … “Una disinvolta abilità manuale e artificiale conduce leonardo pivi ad affrontare con perspicacia e convinzione gli estremi di una diversificazione iconica sempre in equilibrio tra valori simbolici fantastici e arcaici e la più solerte rilettura di una contemporaneità remixata sul collasso spazio- temporale.”