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Out of order

Roberto DaOlio

Catalogo Aperto 95 – Galleria D’Arte Moderna, Bologna, 1995

Il lavoro di Leonardo Pivi approda alla dimensione plastica attraverso un lento processo di verifica tra l’ordine ancestrale dell’immaginario mitologico e la proiezione simbolica di una naturalezza perduta e svuotata di senso. Un contatto con la materia del fare e con l’evocazione a distanza di on processo di contaminazione tra passato e presente, tra ordine simbolico ed evidenza feticistica, tra gioco formale (evocativo di segni e disegni mobilitati a condensare on apparato iconografico in equilibrio sui simboli sacri e sulle immagini profane) e tra violazione di codici espressivi che incarna e trasforma la concretezza scultorea in destino rappresentativo di metafore ardite e vitali. Il senso primario della trasformazione avviene per sondaggi estremi nel confronto di una evocazione naturalistica e di una presa diretta nel fantastico immaginario dell’infanzia. Contaminazioni simboliche e religiose si arricchiscono di ingombranti qualità surreali, in grado di riformulare l’idolatria del presente “immateriale” in pura iconoclastia semantica e virtuale. Anche il luogo fisico e ricercato della “scultura” affronta la fluidità dei transiti e dei “non luoghi” della rappresentazione “out of order”.