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Italia Ora

Bianca Terracciano

catalogo 2011, Pag 64

Welby e Terry schiavo rappresentano un approdo altro rispetto ai precedenti lavori musivi di leonardo Pivi. Le due opere sono realizate in tecnica diretta con malta ancorante in silicone acetico trasparente su alluminio;con essa l’artista inventa ex novo una texture sperimentale, risultante dal taglio vivo dell’interstizio e delle inclinazioni marcate dei tasselli che accentuano le sconnessioni dell’andamento musivo, rendendo la tipologia dell’immagine originale e straniante. Le tessere sono di diversa natura e origine, e la policromia è ottenuta attraverso la commistione di materiali della tradizione Bizantina con materiali, ad essa estranei, derivanti dalla tavolozza dell’artista: ciottoli e pietre di fiume, materiali sintetici industriali, porcellana, gres, fotoceramica, marmi, granito, pietre dure, legno fossile,Ossa e denti. L’ossimoro che caratterizza la tecnica è funzionale al valorecromatico/luminoso ma anche alla resa del significato delle immagini. Frammenti di altri volti a formare l’incarnato di Welby, materiali vegetali per Terry Schiavo, tutto è in funzione della pietrificazione di qualcosa che è nella nostra memoria e allo stesso tempo colloca l’icona nel contemporaneo. La sacralità, elemento fondamentale nella tradizione Musiva, rivive in queste opere del 2007 e si rinnova attraverso “tasselli mancanti” da sempre ricercati dall’artista. Una tradizione nata per divulgare insegnamenti religiosi si traspone, attraverso l’uso dei materiali e la scelta del tema, nell’arte italiana odierna, favorendo una riflessione su temi che animano le nostre coscsienze.Il lavoro di Leonardo Pivi si caratterizza per la straordinaria ricchezza di tecniche e di materiali. Nelle opere musive la tecnica è sempre ibrida e può fondere regole che attingono alle forme dell’opus antico, come il tassellatum, il musivum, l’incertum, il vermiculatum, con materiali in grado di sottoporre le icone a delle forzature violente, rendendo le sue opere modernamente antiche.Il potere “trasformante“ del mosaico riesce a ricostruire il nostro immaginario collettivo e allo stesso tempo a fare del contemporaneo un pezzo di storia.