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La pelle e il cuore

Gianfranco Beghi

catalogo, edizioni Essegi 1990

Di fronte alle opere di Leonardo il mio sguardo non può trattenersi, deve proseguire come un viandante – esploratore, folgorato da una visione “romantica “ di un sentiero che si inoltra e si insinua nella foresta. Ecco, allora, che varco la soglia e mi trovo in uno spazio, in un territorio ignoto che si presenta, di volta in volta, profondo, infinito, soffocante: un paesaggio che non di rado mi ricorda scenografie naturali fantastiche, tipicamente disneyane. Questo luogo può apparire non molto tranquillo: presenze inquietanti, appaiono e scompaiono velocemente, quasi sempre volti, occhi che mi spiano; presto però. Mi accorgo che si tratta di fantasmi innocenti, innoqui, che facilmente riconosco, semplici abitanti di questi posti. Avverto ancora, nel lavoro di Leonardo un tono ironico a momenti sottile e impalpabile, a volte pungente e sarcastico. Gli “scheletri” che Leonardo disegna, ad esempio mo appaiono frivoli e leggiadri:non li vedo portatori di un severo ammonimento per l’avvenire ma, piuttosto, sembrano sventolare, in maniera arrendevole, una bandiera bianca. Ironici e un po’ goffi, emanano una forte carica di perfidia, e allora, il gioco diventa doppiamente subdolo e pericoloso. Ho citato l’ironia come tema fondamentale in tutto il lavoro di Leonardo, ma un altro punto fondamentale di Leonardo è costituito dall’interesse per il mondo naturale. Penso ad una natura filtrata attraverso cinque sensi, tale, paradossalmente, da farmi sentire odori e suoni particolari. Sono portato ad una interpretazione della natura, dapprima vibrante, vertiginosa, carica di poesia, a cui, successivamente, si sovrappongono appunti precisi, da vero scienziato che analizza il tutto in ogni sua minuscola mutazione. Un paesaggio, una visione totale del mondo: lo stesso paesaggio che diventa un frammento del nostro corpo: e questo che mi affascina di più: un’escursione dall’intimità più profonda ai più remoti spazi. Una distanza che diventa estrema ma essenziale per raggiungere l’unita.