Leonardo Pivi
Roberto Daolio
testo in catalogo Twenty Fragile Pieces, Galleria Analix, Ginevra, 1994
Mentre da ogni parte si reclama per l’arte destini differenti e lontani, capaci di stabilire regole e modelli di lavoro estranei al senso primario della dimensione estetica, dall’altra parte si fa ricorso a pratiche di isolamento e di riflessione capaci di ridefinire ruoli e valori della conoscenza e del comportamento. Si vede così rivivere il paradosso del disincanto e dell’affermazione della presenza nuda di comportamenti precedentemente rifiutati, mentre emergono movimenti e ricordi di una pienezza tangibile e reale. Dando forma a richiami sospesi e alle evocazioni di un pensiero simbolico immerso nei limbi dei linguaggi ascetici e fattuali, Leonardo Pivi mette in luce il sentimento e l’espressione di una differenza. I rapporti e le proporzioni vengono modificati e trasformati dalla metamorfosi della morfologia ambientale in un’opera raffinata creata dalla mano dell’artista. La dilatazione e la concentrazione di immagini prigioniere dell’involucro di una mater-materia da scavare o da modellare per coglierne i segreti, pur conservandone i misteri, danno origine a un processo di corrispondenza reciproca. Sia gli elementi fisici sia quelli immateriali riuniti da Pivi nello spazio sospeso o nel “cerchio magico” che circonda i piccoli ciottoli antropomorfi restituiscono al concetto di scultura una vitalità autonoma e vibrante.
… I ciottoli e le pietre rivelano un ordine diverso ancora prima di assorbirne l’impatto, creando episodi e strutture formali che chiudono il cerchio simbolico del tempo e dello spazio. Il monumentale arcaico, la levigatezza degli oggetti delle Cicladi, le incisioni rupestri, i frammenti degli oracoli, le ombre etrusche e le rappresentazioni del mondo nuovo si intrecciano, scandendo un intervento intenso e concreto che mira a comprendere “di che cosa sono fatte le cose”. Poi egli li manipola di nuovo, fuori dall’ambiente familiare, e li integra nel flusso talvolta nostalgico di una conoscenza comune, complessa e particolare. Leonardo Pivi percorre il mondo sensibile alla ricerca di un orientamento. Sono i resti e i frammenti ai quali egli dà vita rimodellandoli attraverso segni “fuori misura” e “fuori da ogni scala di valore” che gli indicano la direzione da prendere.