Stop & Go
Giovanni Cavarzere
La Cronaca di Verona, 1999
Leonardo Pivi presenta alla Galleria la Giarina un nuovo percorso pittorico dopo anni dedicati alla scultura. A soli trentaquattro anni, Leonardo Pivi ha almeno alle spalle dieci anni di carriera, di mostre collettive e personali nel campo della scultura e delle installazioni. Da poco ha varcato le soglie della pittura e ora i frutti di questa scelta sono in visione alla galleria “La Giarina”(interrato dell’acqua morta 82) fino al 4 dicembre. Il passaggio dalle tre alle due dimensioni non ha costituito una rivoluzione: i temi da tempo presenti nell’opera dell’artista romagnolo risaltano comunque anche nelle tavole. Il desiderio di Pivi di sbigottire resta al centro della sua produzione, e la volontà di farlo mostrando figure umane mostruose e sempre crudeli è sempre presente; solo due quadri non rappresentano”mostri”:un contrabbasso che raccoglie oggetti del tutto avulsi dal contesto e quello dal titolo malizioso e ammiccante nella foto a lato, che non è però visibile: L’artista all’ultimo momento non ha ritenuto opportuno inserirlo per l’evidente differenza di tono di questo soggetto rispetto gli altri. Se infatti in questo caso il fondo azzurro si accorda con la figura mansueta del cervo nel trasmettere tranquillità e lunica nota traniante è rappresentata dagli slip di pizzo tesi tra le corna dell’animale, le altre tavole che presentano il medesimo sfondo portano immagini piuttosto forti: due figuri che squotono un coniglio e un uomo incastrato é come crocifisso a un muro di mattoni rossi, immagine di una religiosità cruenta e polemica rispetto all’iconografia tradizionale del cristo in croce sereno anche nella sofferenza, e tuttavia vanamente blasfema. Prprio il fondo è un elemento essenziale di tutte le opere, tanto che i quadri sono stati raggruppati nelle tre stanze delle galleria seguendo il criterio dell’identità cromatica : troviamo quindi una sala che riunisce i quadri a fondo rosso, una per quelli a fondo azzurro, e l’ultima per quelli a fondo giallo; l’assenza di uno spazio naturale in cui inserire i soggetti testimonia il legame che queste pitture hanno con la scultura, e la forza di questo legame si manifesta nella nettezza dei contorni e nella postura rigida –in un caso bizantina- dei personaggi rappresentati presenti anche nelle opere scultoree dell’artista.Pivi ha quindi mutato campo, ma le regole del gioco sono rimaste le stesse. La tecnica pittorica però lo aiuta a precisare il senso della ricerca che lo accompagna da molti anni,presentare figure inquietanti e a volte crudeli con tinte squillanti da cartoon, una tavolozza che si addice alla gioia e che quindi contraddice le immagini – ha lo scopo per l’artista di sottolineare contraddizioni presenti nel nostro mondo concitato, in cui siamo subissati da informazioni di ogni genere e a ritmi così elevati che la loro bellezza o bruttura è presto sommersa da nuove notizie, in un contesto comunque rassicurante. L’effetto di turbamento che le opere infondono è costruuito anche grazie ad un uso attento dei dettami surrealisti : il quadro diventa uno spazio fantastico, senza precise delimitazioni, in cui si imprimono sogni e fantisticherie che possiedono però una precisione negata di solito alle visioni oniriche.