Tema celeste
Daniela Ardizzone
n°85 2001 pag 106 — Daniele ugolini contemporary Firenze
Leonardo Pivi è noto soprattutto per le sculture fiabesche le cui sagome, le cui sagome ispirate alla figurazione antica, sono deformate a tal punto da diventare caricaturali. Nella recente mostra fiorentina l’artista ha esposto una nuova serie di opere per le quali, utilizzando tecniche e materiali propri della scultura tradizionale, trae ispirazione da un universo simbolico e religioso classico stravolgendone ironicamente i contenuti. Due bassorilievi scolpiti nel marmo bianco raffigurano immagini religiose estremizzate: la Madonna col bambino tiene tiene tra le mani un cervello, e attraverso la ferita al cuore del Cristo si intravedono anche gli altri organi interni. Sulla parete opposta, un mosaico colorato riproduce in sezione uno stomaco. L’interesse di Pivi verso il mondo arcaico – ricco di simbologie sacre– e la tendenza ad attualizzarne la rappresentazione, è evidente anche in un bassorilievo che si riferisce alla prima clonazione animale all’interno di una cellula scolpita nel marmo, nonché in un’istallazione consistente in una piccolissima madonna col bambino affondata dentro una provetta in vetro riempita di liquido trasparente. D’altra parte, la riproduzione sproporzionata di un cervello di gallina, dalla forma levigata e tondeggiante, che domina beffarda al centro della prima stanza, è in contrasto con i canoni estetici della scultura antica ed esprime la propensione dell’artista verso immagini inconsuete. Su due pareti, nella seconda stanza della galleria, diversi frammenti di pietre raffiguranti teste umane – apparentemente piccoli reperti archeologici ma in realtà opere minuziosamente scolpite dall’artista– sono collocati in cerchio così da contrassegnare le ore dei grandi quadranti di due immaginari orologi privi di lancette. Chiude la mostra una sorta di pianta fiorita composta da materiali organici, quali piccole ossa di animale in luogo dello stelo e denti umani al posto dei petali.