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Terra Sconsacrata

Alessandro Pessoli

Anima mangia anima, Galleria Neon, 1992

Se penso alle testine realizzate scolpendo con un cutter dei piccoli sassi, mi vengono in mente i luoghi nei quali sono stati raccolti: vialetti di un cimitero, nelle vicinanze di chiese, alcuni, levigatissimi, nei torrenti. Tutti scelti uno ad uno, alcuni per la foggia, altri per il luogo d’origine. Scolpiti in forma di teste diventano una piccola folla di anime in pietra. Queste testine possiedono ciascuna una propria identità, mettono in atto uno scarto temporale, denunciano la loro inattualità. Non appartengono, infatti, all’immaginario intercambiabile del quotidiano; la loro origine fisica e mentale le pone al di fuori di una qualsiasi geografia “medialista”. La loro linfa non è attinta da uno “stato delle cose” attuale; sono sculture per vocazione, nascono e sono comprese nello spazio delle mani, presuppongono l’intervento diretto della manualità dell’artista. Quasi una volontà animistica dona a queste “personcine” pietrificate una spiritualità che le riporta al centro dell’atto creativo.