Ultrapop
Intervista Davide Brullo
La Voce 6 Febbraio 2014 (Terza)
I romani usavano il mosaico per narrare le proprie storie, era la televisione di allora, con i pixel di pietra Leonardo Pivi. Un mosaico riproduce la copertina che “Time”ha dedicato a Barack obama: titolo “l’eletto”, D’altra parte, Miss Romagna è una bambolina sbrindellata ricavata da un osso, mentre Miss in Gambissima è una sfilza di feticci forse africani, forse tratti da un’incubo di David Lynch. C’è il marmo Bianchissimo che eterna un piede nell’atto di fare il dito medio(titolo: ma va a fano), c’è il fatidico Pinocchio messo in croce e c’è perfino Silvio Berlusconi, ripreso in Mosaico, mentre ha un malore durante un comizio, era il 2010(La deposizione di Silvio). Insomma un bel talento per l’humor nero, per il salutare cinismo. <mi piacciono i titoli ambigui, ironici, danno un significato più complesso all’opera.Anche terra bruciata in fondo, è un titolo ironico
“Terra bruciata è il titolo della mostra di Leonardo Pivi, allestita negli spazi più importanti della riviera riguardo al contemporaneo: la FAR in piazza Cavour,Rimini e villa Franceschi a Riccione.<HO cercato di creare un percorso cronologico della mia storia, allestendo i lavori più significativi di questi ultimi 25 anni>mi dice l’artista.La mostra a dittico chiude il 9 febbraio, esaltata da un catalogo che contiene un mucchio di testimonianze importanti, da Marco Senaldi(che cura la rassegna) a Renato Barilli, da Vittorio D’Augusta a Francesco gabellini(che per Pivi implaca una suite poetica in romagnolo). M’interessa qui L’introduzione critica di Luca Beatrice, però che parla di Pivi come di un <buon artista ravennate a cavallo tra V e XXI secolo, che racconta la vita degli altri, sostituendo la carta stampata con un piccolo contributo di eternità”. Nato a Cesena, cresciuto artisticamente a Bologna, vissuto a Ravenna e ora di stanza a Riccione, totalmente romagnolo, Pivi mi pare Mescolare l’arte precolombiana alle pulsioni avantpop, che vedo, per dire, nel puffomosaico, dove l’arte romana, la bisanzio degli esordi si fonde al mito televisivo. <Diciamo che all’inizio sono stato posseduto da un’immaginario più onirico e visionario, legato ai sogni, legato a creature suggeritemi dalle croste dei muri, nei marmi, nel legno sbrecciato dei mobili. A un certo punto,Ho lavorato con la contimazione, creando un cortocircuito tra icone del cinema o i fatti della politica e le tecniche antiche>. Tra cui spicca l’utilizzo che fai del mosaico: che attualità possiede una tecnica tanto ancestrale, artigianale? <La sua forza è nell’essere uno dei linguaggi meno conosciuti, oggi. Ma i Romani usavano il mosaico per narrare le proprie storie, era la televisione di allora, con i Pixel di pietra.Siamo abituati ad assorbire in pochi secondi moltissime immagini: il mosaico costringe a fermarsi, porta in se una radice millenaria, provoca uno shock emotivo>. Pivi è artista che non si vergogna di guardare al passato(“i grandi maestri, Leonardo Da Vinci per dire solo una mia passione”), ma ritiene il predominio della rete una opportunità “che permette anche agli artisti che vivono ai margini un’opportunità”. Ma tra i contemporanei, chi ritieni un maestro?<Mah, penso che un contemporaneo debba ancora fare il capolavoro.L’arte di questi tempi direi che è divisa in due grandi blocchi.artisti dediti alla mercificazione e altri, in penombra, che non godono delle prime pagine delle copertine patinate >. Nella tua vita “bolognese” sei entrato in contatto con Maurizio Cattelan, che idea hai di lui?<Sicuramente ha segnato un periodo della nostra storia, ha avuto la capacità di mettere in contatto l’arte con la grande comunicazione mediatica. Bisognerà poi vedere che tenuta avranno i suoi lavori>.Intanto Pivi continua silenziosamente, un artista che coltiva gelosamente i propri sogni, a lavorare:in primavera realizzerà una residenza alla Gluck50 a Milano “è una personale su un progetto scultoreo, moltoclassico, che farò li. Ma non se ho voglia di dirlo al mondo”. Detto. L’autenticità di un artista si verifica nel pudore.