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Grida di pietra

Maurizio Sciaccaluga

“Cuore di pietra” (da catalogo) Mole Vanviteliana Ancona 2006

Nei mosaici di Leonardo Pivi la pietra è la pelle, è il colore e la pennellata sono raccontati, con una tecnica antica e elaboratissima, con un impegno ricco di storia e di anni e bisognoso di estrema conoscenza, i volti e i miti della più stretta contemporaneità, con conseguente cortocircuito tra lo stile e il soggetto delle opere. La scuola rimanda ai capolavori ravennati, bizantini, della Roma nordafricana, ma i temi sono quelli tipici della fantascienza, del giornalismo, del gossip attuali. Il cuore della pietra è il suo sapersi fare olio, acrilico, tempera, mantenendo però, a differenza dell’olio, dell’acrilico, e della tempera, un suo proprio spessore, un’anima forte e pesante capace di dare nerbo all’opera, di renderla imponente (nonostante i soggetti siano legati alla cultura contemporanea dell’usa – e – getta). Pivi riesce a dare ai lavori quel fremito, quella vibrazione tipici dei capolavori del passato ma, allo stesso tempo, è in grado di riprodurre una logica compositiva a pixel del tutto legata agli ultimi lustri.