Quattro venti
Letizia Ragaglia
catalogo, Manciano 2002
Leonardo Pivi lavora al nostro immaginario mitico (arcaico, religioso, filmico) sviluppando un personalissimo linguaggio che coinvolge elementi originari ed archetipici con il contemporaneo. Tra le sue creazioni recenti troviamo delle sculturine ibride, sconcertanti, sospese tra storia ed attualità che in quanto idoli (dal greco eidolon: figura, simulacro) ripropongono le sempiterna questione del culto di un’immagine come sede di un’idea. Anche nei suoi mosaici Pivi unisce sinergicamente antichità ed attualità: la tecnica arcaica del mosaico ci permette, o meglio ci costringe a fissare un oggetto con criteri percettivi peculiari; per ricreare un soggetto in un mosaico ci dobbiamo porre di fronte ad esso con un’attenzione che esula dal “vedere comune”. Nel progetto “Quattro venti” Leonardo Pivi è presente con due lavori. Sul retro della sede del comune di Manciano un braccio di metallo regge una maschera/teschio in osso, la quale si appoggia sulla punta di un cipresso. Esperto di mosaici ha realizzato questa maschera ancor prima dei tragici eventi dell’undici settembre; adesso questa scultura, visibile da lontano, acquista un significato ancora più inquietante. Fedele alla sua rivisitazione di miti e archetipi, l’artista romagnolo posiziona un pinocchio con l’aureola di neon blu in una sede espositiva del centro di Montemerano.